Accademia Tadini | Apertura Pasquale

Come da tradizione, in occasione delle feste pasquali la Galleria dell’Accademia Tadini sarà aperta con il seguente calendario:

Lady Mary Wortley Montagu: un ritratto inedito
Pittore bergamasco – XIX secolo, prima metà (copia da un originale del XVIII secolo)
Pastello morbido su carta, 72,6×53,3 cm
Lovere, per gentile concessione della Parrocchia di Santa Maria Assunta
A Lovere Lady Mary Wortley Montagu (1689-1762) visse a lungo tra il 1749 e il 1755, lasciando alcune interessanti tracce della sua presenza e della sua influenza intellettuale. Il dipinto è probabilmente copia ingrandita di un originale antico, probabilmente una miniatura (lo confermano gli adattamenti nel formato) probabilmente prodotto in quell’occasione.
Il delicato pastello è documentato per la prima volta in casa Bazzini nel 1895 quando Marinoni lo cita nei Documenti loveresiriconoscendolo – evidentemente sulla base di una tradizione locale – come ritratto di Lady Mary. La dama effigiata presenta un’età compatibile con quella della gentildonna inglese durante il soggiorno a Lovere (1749-1755), anche se non trova riscontri con l’iconografia nota riferibile per lo più all’età giovanile.
Dell’abito, da considerare come un abito di corte, si vede solo il busto, unito sul davanti e con le maniche aderenti attorno all’avambraccio, indossato sotto un mantello azzurro foderato di ermellino. Un’applicazione di preziosa passamaneria ricamata a rilievo rifinisce la scollatura. La camicia, probabilmente di organza, è decorata in corrispondenza con il bordo del corsetto da un doppio giro di dentella e si chiude a giro collo sotto il collare di nastro di seta azzurro, impreziosito al centro del fiocco da una spilla di diamanti.
L’acconciatura, corrispondente alla moda negli anni immediatamente successivi al 1750, è ancora piuttosto compatta intorno al capo, e lascia scoperta la fronte incorniciata da un’aureola di boccoli stretti e incipriati. È visibile sulla sommità del capo il passante/cuscinetto di taffetà nero imbottito (generalmente di crine) attorno a cui si fissavano le ciocche che risultavano così sollevate con un miglior effetto di incorniciatura del volto e che serviva per appuntarvi dei gioielli (come in questo caso) o anche dei fiori. Sul retro del capo – non visibile nel ritratto – i capelli restavano lisci.
La parure formata dal collare e dagli orecchini pendenti di grosse perle a goccia completa l’abbigliamento da dama di corte.I dati rilevati nel corso del restauro, sia pur nel conservatorismo tipico della tecnica del pastello, potrebbero confermare una datazione poco dopo la seconda metà del Settecento: resta da capire se si tratti di un originale commissionato da Lady Wortley Montagu, o – più probabilmente – della copia antica da un originale sicuramente da riferire alla metà del Settecento. Il dipinto resta però una testimonianza iconografica di rilievo, essendo l’unico ritratto noto della nobildonna riferibile agli anni dell’ultimo soggiorno italiano. Gli studi in corso consentiranno di risolvere il quesito.
Descrizione dell’opera tratta dal sito web dell’Accademia Tadini, scritto da M.I. Aliverti, M. Albertari

Orari di apertura

  • sabato 31 marzo ore 15-19

  • domenica* 1 aprile ore 10-12 e 15-19

  • lunedì** 2 aprile ore 10-12 e 15-19

*Domenica 1 aprile la Galleria sarà aperta gratuitamente al pubblico.

**Lunedì 2 aprile ingresso gratuito alla Galleria per tutti i cittadini residenti a #Lovere esibendo un documento d’identità in biglietteria.